lunedì 21 novembre 2011

Aforismi, neologismi e bestialità /8

Pesteggio. 

Neologismo composto dalle parole Parcheggio e Pestaggio. 

Pesteggio: violenta serie di improperi, percosse e colpi a seguito di una lite tra conducenti di auto per ottenere un parcheggio. La parola può anche essere utilizzata per indicare una rissa, di qualsiasi natura, in un parcheggio. 





Piazzale antistante il Cimitero Monumentale di Milano. Notte. 
Fifì, Saro e Luchino detto Orecchio Muto passeggiano. 

“Guarda quella”. Dice Fifì. 
“È un bel macchinone. Sicuro nel cruscotto c'è un navigatore ultima generazione”. Ammicca Saro. 
“Sì ma l'antifurto satellitare ci frega”. 
“Allora quella. Utilitaria, appena uscita dalla concessionaria, linea femminile...”. 
“E vuoi che una ragazza non si porti dietro tutta la tecnologia del mondo?”. 
“Braaavo, e stai certo che la tipa ha lasciato nel baule un giubbottino da trecento euro per andare in discoteca senza il pensiero di perderlo in pista. Che poi, dico io, c'hai tutto e non vuoi spendere due euro per il guardaroba?”. 
“Sapete che penso?” prende parola Luchino. “Non mi va di scassinare davanti ai morti”. 
“Ma ti sei ammattito?!” Risponde Saro. “Quelli sono morti, non parlano e non sentono, sono meglio di te”. Ride assieme a Fifì. 
“Sì ma....sono morti illustri”. 
“Illustri? E noi non siamo illustri? Solo perché non abbiamo fatto le scuole vai a pensare certe cose”. 
“Ma che c'azzecca!”. 
“Noi siamo autodidatti e siamo i migliori nell'arte dello scasso, tienilo bene a mente. Che ridi Fifì?”. 
“Rido perché hai ragione. Illustri ladri di città”. 
“Forse mi sbaglio -riprende Luchino detto Orecchio Muto-, ma rimaniamo sempre l'ultimo anello della catena sociale, comincia a pesarmi la cosa, abbiamo una certa età”. 
“Ma vaa! A parte che dopo di noi ci sono i barboni, i tossici e...”. 
“I politici!”. Dice Fifì. 
“Sì, sì pure i politici e poi dico, ve lo ricordate quel film con il comico della tv, come si chiama, Gigi...”. 
“Proietti!”. 
“Ecco lui, il film era la proprietà non è più un furto”. 
“Sì, sì l'ho visto, gran bel film ma vecchio, no?”. 
“Almeno quanto noi, comunque, senti a me Luchì”. 
“Dimmi”. 
“Gigi diceva che senza i ladri il mondo non va avanti. Diceva, i fabbri, i banchieri, i guardiani notturni, i carabinieri, i portieri e tutti quanti cosa farebbero senza ladri?”. 
“C'hai ragione Saro, sai che sei intelligente, non lavorerebbe più nessuno e l'economia se ne andrebbe a rotoli”. Continua Fifì. 
“Va bene, va bene, non c'è bisogno che continuiate, mi avete convinto”. 
“Ogni tanto ti vengono certe idee..senti, allora stai qui e fai un fischio se vedi qualcosa”. 

Fifì e Saro si avvicinano all'utilitaria, chi da un lato chi dall'altro. Saro prende dalla tasca dei jeans i ferri e scardina la serratura della portiera. Entra e apre tutti i cassetti. Luchino fischia e Fifì scatta dentro, al posto del passeggero. “La pula Saro!”. 
Saro smanetta coi fili dell'accensione. 
“Dai, dai, dai!”. 
Luchino se la batte a gambe levate, senza che nessuno lo segua. 
La volante si arresta a qualche metro dal posteriore dell'utilitaria con le sirene accese. Scende un poliziotto e si avvicina al conducente, a Saro. 
“Buonasera, è sua la macchina?”. 
“Certo che è mia”. 
“Favorisca patente e libretto”. 
Saro cerca i documenti nel cruscotto. Fifì tira fuori la pistola e spara allo sbirro. Fuori uso. 
I due impennano sul marciapiede e imboccano via Luigi Nono in direzione viale Certosa. 
Il conducente della volante, ventidue anni appena compiuti, preferisce soccorrere il collega piuttosto che darsi a un inseguimento in centro città. Chissà come sarebbe andata.