domenica 4 novembre 2012

Sentire, ascoltare /66

Milano, il paravento.


Nel legno robusto, tra i segni di una levigatura setosa, le donne sedevano con lunghe vesti di raso rosso, l'acquaiolo versava per un cliente, e il vecchio al di là del fiume insegnava i suoni del flauto a un giovane scolaro di Sekigahara.

In quel luogo il paravento a sei ante, dipinto a inchiostro e colori su carta, celava l'intimo di una giovane donna intenta ad avvolgersi di seta, in attesa di dedicarsi ai suoi propri passatempi d'oro e argento su carta. 

Ai lati della campagna giapponese del XVI secolo, venata dal legno appena accennato sotto il dipinto, un piede pallido e una mano sottile facevano capolino oltre le ante. Una bambina, affacciata alla finestra dirimpetto, osservava quel che c'era da vedere e immaginava quel che non si vedeva. 

Nella stanza accanto un pittore sciacquava i pennelli con cura.