domenica 11 novembre 2012

Sentire, ascoltare /68

Non esistono più le storie di campagna e di città in cui una Rosina o un Bruno invecchiavano nelle trattorie, un Antonio prendeva il treno per fare figli lontano, un Franco leggeva romanzi politici assieme a quelli che un tempo erano stati compagni di scuola, e un Giovanni era per tutti il guascone che si era rovinato dopo il rifiuto d'amore di una Linda. 

La narrativa era queste storie; l'Italia un intreccio di conoscenze che non si scioglieva mai; la vita un racconto plurale circoscritto a piccoli luoghi abitati. Non è più così; e non trovo nessuno, tra i fogli delle librerie, che sappia dirlo per iscritto.