domenica 25 novembre 2012

Sentire, ascoltare /74

Tra le pile di una piccola libreria del centro, in una città poco lontana da Milano, ho adocchiato, nel reparto libri usati, due copie de I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. 

La prima era un poco rovinata, con le orecchie -almeno cento pagine- sciupate e curvate all'insù, tanto da pensare fosse rimasta molto tempo in una grande borsa da donna, dove tutti gli oggetti si muovono alla rinfusa e nulla si riesce mai a trovare.

Tra le pagine, sfogliando la copia, si è fatto avanti un fiorellino schiacciato, reciso da non molto -ho dedotto- perché i colori erano ancora vivi. Se quei viaggi di Gulliver non fossero appartenuti a una donna, sarebbe facile immaginare, chino sulla scrivania, con lente d'ingrandimento in mano, un romantico di altri tempi intento ad ammirare la miniatura in copertina. 

La seconda copia, stampata da un'altra casa editrice, era in ottimo stato: la copertina meglio disegnata, l'impaginazione più chiara e spaziosa, il carattere gradevole e insomma avrei preso quella. Ho letto, per scrupolo, la prima pagina di entrambe le copie, e mi sono persuaso a ritenere migliore la traduzione del volume romantico

Il libro, tuttavia, è anche un oggetto estetico: se non dà piacere, tra le mani, perde buona parte del suo fascino. Con tale convinzione ho fatto qualche passo in più, nel reparto libri nuovi. Sotto la Esse, immersi nell'odore della carta fresca di stampa, altri due Viaggi di Gulliver aspettavano di essere acquistati. 

Una copia, di una terza casa editrice, si avvaleva di una traduzione che non reggeva per nulla il confronto con le copie sfogliate in precedenza. La quarta copia, infine, era all'apparenza identica alla prima: casa editrice, collana, copertina e traduttore non mentivano. Tra le prime pagine, però, il curatore informava che la traduzione originale era stata rivista da altri due traduttori. Ho letto così, per la quarta volta, la pagina d'esordio del romanzo: piccole modifiche, come “figlio” per “figliuolo”, hanno incanalato la mia scelta verso la prima copia che avevo valutato. 

Acquistato il mio Viaggio di Gulliver, a casa di un amico, poco dopo, trovai una quinta traduzione dell'ennesima casa editrice; avrei potuto proseguire di libreria in libreria, di biblioteca in biblioteca, di casa in casa, leggendo decine di libri diversi con lo stesso titolo. 

Ad ogni modo, fa riflettere come un microcosmo così tecnico, animato da alcune decine di letterati che si leggono, si ammirano, si detestano e si spiano, possa influenzare, a insaputa dei più, il mondo infinito della lettura e della finzione. È così delicata la nostra esistenza che un dettaglio -una pagina sfogliata- può influenzare le sorti di una passione, di un interesse, di un convincimento.