giovedì 3 maggio 2012

Sentire, ascoltare /37

“Te lo leggo negli occhi”.
“Cosa?”
“Che quel libro, di cui spesso parlavano i nostri nonni, non esiste più e tu sai il motivo”.
“Ne ho una copia fedele, scritta a mano”.
“Il titolo forse, il numero di pagine, l'autore sono fedeli ma la sostanza è cambiata, la tesi non era quella”. 
“Fu mio padre a copiare il libro prima che l'originale fosse bruciato dagli occupanti”.
“Non posso fidarmi di tuo padre per il solo fatto che stiamo assieme. Del resto nutro anche qualche dubbio sul tuo conto”.
“Credi nasconda un segreto?”
“Forse o forse no”.
“Stai farneticando...”
“È più probabile tu sia in buona fede ed è proprio questa la tua colpa. Saresti dovuta andare a fondo della questione subito, invece, ora è tardi e chi può saperlo se quel libro è una copia fedele oppure no”.
“Forse, è pur sempre un libro e neanche dei più interessanti ad essere sinceri”.
“Ora non lo è più, ma quando è bruciato lo era”.
“Mi hai stufato”.
“Ti stanchi di cose importanti”.
“Sarà”. 
“...”
“...”
“Cosa fai?”.
“Metto su un disco”.
“Te lo leggo negli occhi, lo dicevi tu”.
“Mi piace Endrigo”.
“Non sapevo fosse sua, ho una versione di Battiato”. 
“Ascoltiamo”.