domenica 2 settembre 2012

La guida Sbagliata /7

Il bar esprime, in qualche modo, la natura del suo proprietario: gusti musicali e d'arredo, abitudini di lettura, pulizia, esigenze cromatiche e olfattive, scelte alcoliche, di qualità e quantità, inclinazione a socializzare e molto altro. Tuttavia il barista nulla può contro l'invasione sentimentale e caratteriale della sua clientela. Può tentare una resistenza ma sa, in cuor suo, che prima o poi dovrà cedere ai venti della città. 

Il bar è un luogo, in una certa misura, privato ma soprattutto è pubblico. Quale sia il grado di tale appartenenza alla collettività urbana è, però, cosa di difficile comprensione. Tanto che, a ben vedere, il bar sembra un luogo più privato che pubblico. 

Mi spiego. I frequentatori, a lungo andare, sono sempre gli stessi. I gomiti che si consumano lungo il bancone si conoscono gli uni gli altri; i volti, le abitudini orarie, lo stile vestiario dei clienti sono noti a tutti, all'interno del bar. Esiste, infine, una rituale investitura del barista al cliente che conclama l'appartenenza di quest'ultimo alla comunità di gente che frequenta il bar. 
La formula ufficiale è la seguente: 

“Il solito?”. 
“Sì, dai. Va bene”. 

Il patto tra cliente e proprietario è stato suggellato. Il barista accetta la presenza dell'abitudinario avventore, accordandogli di fatto il potere di influenzare, con la sua presenza fisica, l'atmosfera del bar. Il cliente, dal canto suo, aderisce a uno stile, a un modo di fare e di pensare, proprio del proprietario e della comunità già presente al suo arrivo all'interno del locale. 
Dunque il bar è un luogo, come si è potuto vedere, né pubblico né privato. La sua materia è data da componenti private e pubbliche che, tuttavia, raggiungono un equilibrio non chiaramente definibile. 

Il bar, poi, subisce, nel corso del tempo, un naturale cambiamento. Ne dettano il ritmo le stagioni, l'evoluzioni personali degli uomini, le mode alcoliche e i costumi; nonché gli screzi, le delusioni d'amore e i prezzari. Insomma il bar cambia, vive, evolve o involve. 

Che sia bar sinonimo di democrazia -certo minima, diminuita e in tal caso diluita- mi pare, a questo punto e in quest'ottica strampalata, cosa vera e indubitabile. E il suo fragile equilibrio va preservato, ad ogni costo, da scalatori sociali di varia natura.

Illustrazione di Silvia Marinelli

Il Café PortNoy non è il mio bar e i reciproci rapporti -tra me e l'intero organismo di questo luogo né pubblico né privato- sono stati di cautelare diffidenza. 
L'alcol, poi -si sa- scioglie ogni reticenza. 

Cafè PortNoy 
Corso di Porta Ticinese 10 
Quartiere Ticinese 
Prezzo Sbagliato 5 euro