lunedì 28 ottobre 2013

Sentire, ascoltare /113

Lungo la volta celeste del civico Planetario di Milano brillano sette milioni di astri: il profilo della città, così come fu disegnato nel 1930, senza grattacieli né svettanti architetture moderne, è adagiato nero e circolare come se reggesse l'intero universo. Oltre l'edificio astronomico la città sfavilla di luci proprie e sulla cupola in rame ossidato verde chiaro, di sera, si staglia il cielo buio che tace stelle e pulsioni visive. 

Pare che in quel tempio ambrosiano di scienza resista un remoto desiderio mistico, e che in città, laddove siamo più vicini all'universalità delle cose, regni un'artificiale distanza dal celeste.


Cupola del civico Planetario di Milano 'Ulrico Hoepli'


Particolare. Profilo della città nella sala circolare del Planeterio