martedì 13 marzo 2012

Sentire, ascoltare /31

Di tanto in tanto, per necessità, coerenza e bontà del racconto, il blog apre alla questione della sordità, in modo per nulla metaforico. 
Chi ha il dono della monoauricolarità teme i colpi di testa, il cambiamento di pressione, i traumi cranici, la prescrizione di antibiotici ototossici, i concerti musicali in capannoni con acustica scadente, il Dolby Surround al cinema e il tentativo di un amico di dirti chissà cosa affinché tu riferisca chissà cosa -appunto- all'interlocutore telefonico con cui stai discutendo di cose, chissà quali, le più disparate. Ma più di tutto l'orecchio muto teme la visita dall'otorinolaringoiatra. 
Non è un medico. È un mostro tentacolare che ha il potere di ingoiarti, uno scioglilingua, un semideo greco nato da una vergine dell'isola del Timpano inseminata dal cerume di Zeus, l'oracolo dal quale attendi un responso per nulla sibillino, la voce che potresti non sentire più. 
Ieri, a distanza di un decennio, questa potente entità sciamanica mi ha visitato e ha proferito parole sagge e rassicuranti che sono costate un occhio della testa.