lunedì 15 settembre 2014

Sentire, ascoltare /123

Le cose giacevano in casa senza che ci fosse attinenza tra oggetti e rispettivi luoghi di deposito: il martello pesava, in cucina, sulla mensola delle spezie, sotto una risma di fogli A4 appena iniziata; i barattoli per far conserva, opacizzati dalla polvere, erano addossati a vecchi volumi enciclopedici sulla prima mensola di una scaffalatura da camera; la spazzola a denti stretti era rivolta verso il soffitto, in salotto, sopra il lettore DVD, a sua volta appoggiato ad una grande scatola di cartone contenente cartoline, carte da gioco Modiano e fotografie; l'inchiostro delle biro, tenute assieme da un logoro elastico giallo, seccava in un piccolo portafiori in ceramica; l'inventario degli oggetti di casa era appeso, mediante spago, ai ganci dell'appendino, sulla parete vicino alla soglia d'ingresso. Al suo interno, pagine a quadretti piccoli, erano registrate tutte le cose che stavano in casa, con indicato per ogni cosa il rispettivo luogo di deposito alla mezzanotte di ciascun giorno vissuto, in quella casa, dall'uomo che continuava ad abitarla. Mi disse fosse il romanzo della sua vita privata.